Vivere senza fretta, il viaggio attraverso gli occhi di Lorenzo

Una storia particolare ha sempre da insegnare qualcosa, ma un ragazzo speciale nella sua diversità è un grande esempio di una ricchezza infinita, da osservare con calma, senza fretta. Questa è la storia di Lorenzo.

 

Il viaggio di Lorenzo

 

Il viaggio di Lorenzo, un cammino di vita da vivere senza fretta

Salutare (dal latino salutare, augurare salute, derivato di sàlus, salute) è un gesto di cortesia, affetto, ma soprattutto di rispetto verso l’altra persona. Un atto di riconoscimento che gli dà valore, una consuetudine antica ricca di significati (vuol dire anche “visitare”) che vanno oltre i momenti di incontro e separazione.

 

Un gesto semplice, ma non per questo scontato. C’è chi è riuscito a farlo diventare anche un segno distintivo della sua persona. Stiamo parlando di Lorenzo, chiamato anche Lollo, un ragazzo piemontese di 21 anni che vive a Savigliano, in provincia di Cuneo.

 

Il viaggio di Lorenzo, un cammino di vita

 

Lollo è un ragazzo speciale. Il suo autismo non lo ha rinchiuso in un mondo tutto suo, ma gli ha concesso, in un modo davvero straordinario, di aprirsi anche a quello degli altri, che, in apparenza e per la sua particolare condizione, potrebbe sembrare da lui distante. La sua forza è sempre stata proprio quella di aver creduto nella bellezza di un saluto. Sì, lui non solo ci crede, ma gli piace davvero tanto, a tal punto da aver fatto diventare questa sua convinzione il suo pensiero guida, che riporta spesso (e non solo lui ormai) sulle magliette che indossa: “Mi piace salutare le persone… Io sono Lorenzo”.

 

Il mondo di Lollo un ragazzo autistico vivace

Photo Credit: Doriano Mandrile

 

«Vive nel suo mondo, certo, ma ha desiderato che tutti ne facessero parte. Il suo saluto è il gesto più grande che potesse fare. – racconta con grande orgoglio ed emozione il suo papà, Franco Cardone – Con la sua forza e la sua simpatia è riuscito a creare un collegamento tra i due mondi: quello della disabilità e quello della normalità. Lorenzo sa mettersi in gioco e dialogare con le persone. Io da solo non potrei mai, non conoscerei davvero nessuno, mentre con lui entro in contatto con migliaia di persone. Una particolarità che ha un sapore quasi unico, in una società che sembra essere sempre più un mondo di non conoscenza, specialmente in questi anni difficili, dove il Covid ha creato più barriere tra le persone, distanze generate certo dalla necessità, ma anche dalla paura. Lollo è esplosivo nella sua diversità. Lui riesce a ricordarsi di ogni persona che incontra, memorizza tutti i nomi, basta presentarsi una volta e lui si ricorderà per sempre di te. Mi piace pensare a lui come a una bellissima anomalia, un miracolo, un’eccezione alla regola, che crea stupore nella gente. Forse è anche per questo che nel 2016 Lorenzo è stato insignito del titolo “Ambasciatore del saluto”, un’onorificenza del Comune di Savigliano, dove noi abitiamo».

 

Lorenzo autistico e il papà Franco

 

Lorenzo Cardone porta in dono oggi il suo sorriso, in veste di ambasciatore del saluto, in tutta Italia. «Porto il saluto di un ragazzo speciale. – continua a raccontare papà Franco – Lorenzo ama viaggiare sul treno così come in pullman. Quando resta in silenzio, mentre guarda fuori dal finestrino, lo sento in pace con la sua anima. Il primo viaggio che ho fatto con lui è stato quello per Montebelluna, in provincia di Treviso, nel 2016. Io lo avevo sognato nel 2015. Siamo partiti un anno dopo e non avevo dubbi, poiché anche il percorso delle città era già tutto chiaro in mente, come se lo sapessi già».

 

Lorenzo in viaggio

 

Ma la cosa più bella è il come. Il suo modo di viaggiare è #SENZAFRETTA, il motto di Lollo, un modus vivendi che gli consente di fermarsi ad ascoltare, per vivere pienamente tutto quello che  ha intorno, prima di tutto le persone e le situazioni che si creano con loro. Un approccio alla vita che ognuno potrebbe fare proprio.

 

«Per mio figlio cambiare posto tutti i giorni e vedere persone diverse sono tutte cose stimolanti. – afferma il papà Franco – Dopo la visita in Comune, però, devo sempre rispettare i tempi di Lorenzo. Io porto in giro il suo mondo, ma con i suoi tempi. Se Lorenzo non vuole salire sul treno o su un pullman, io lo aspetto e prendo il prossimo. La stessa cosa accade con le sue fotografie, dove il tempo si ferma in uno scatto.  Lorenzo ci racconta in uno scatto il suo tempo di attesa, come se fosse alla fermata di un pullman. Decide lui quando salire. Solo allora quel momento si cristallizza, in un attimo eterno, dentro un’immagine che va poi vissuta, con calma, in tutti i momenti che seguiranno a quello, in un “per sempre” definito solo da quello che noi viviamo e desideriamo vivere, quando ci fermiamo a osservare tutto ciò che scorre senza sosta, per ascoltarlo. Qui c’è un mondo intero che merita di essere osservato».

 

Il mondo di Lorenzo visto attraverso i suoi occhi, in viaggio per le agenzie Gabetti

Lorenzo davanti ad agenzia Gabetti

 

Un’idea bellissima che il nostro Gruppo ha desiderato fortemente di sposare. Crediamo nella grande forza del suo messaggio. E per condividerlo il più possibile abbiamo pensato di aiutarlo a fermare il tempo con il ferma-immagine per eccellenza: una fotocamera Polaroid istantanea firmata Gabetti. La fotografia ha bisogno non solo di tempo, ma anche di uno sguardo particolare, che prima di catturare un’immagine la deve osservare, per scegliere cosa portare con sé, come e quando, soprattutto. Quale ferma-immagine per eccellenza se non una fotocamera Polaroid istantanea? Un oggetto speciale che accompagnerà Lorenzo in tutte le sue tappe, in cui avrà occasione di salutare e immortalare anche il suo saluto con i nostri consulenti d’agenzia.

 

«Com’è nato il progetto? – esclama papà Franco – È nato da un sogno, quello di voler far avere a tutti una conoscenza più ampia della disabilità. Fermarsi ad ascoltare è un piccolo e semplice gesto che porta con sé un grande messaggio. Oggi è sempre più difficile ascoltare. Sembra essere una capacità in via di estinzione. Il fatto che manchi non vuol dire che non sia più necessaria, anzi, tutt’altro. La capacità di ascoltare ti permette di interagire con le persone e di avere e vivere in un contesto più sereno. Non ne abbiamo forse bisogno, oggi più che mai? Ho sempre detto che l’autismo non è un mondo a parte, ma è parte di questo mondo. E non è contagioso come una brutta malattia, piuttosto può esserlo come un sorriso o una risata, da cui non desideri di certo allontanarti. Ecco perché credo davvero, come il mio Lorenzo, nella forza contagiosa di un saluto. Quando saluti per strada una persona che non conosci e sei ricambiato, questo gesto diventa il simbolo di qualcosa di speciale: ci ricorda la nostra umanità».

 

Lorenzo riparte ancora, per questa nuova grande avventura, sempre insieme al suo papà, da Savigliano il 4 settembre, facendo tappa nei Comuni di Termoli, Barletta, Bari, Lecce, Matera, Potenza, Napoli e Savigliano, ultimo Comune dove si conclude il suo viaggio, il 18 settembre.

 

Noi siamo in attesa di allineare le lancette del suo tempo a quello nostro, per vedere il suo mondo attraverso i nostri occhi.

 

Il mondo di Lorenzo

Il mondo di Lorenzo

Photo Credit: Doriano Mandrile

 

Ma qual è il mondo di Lorenzo? È un universo da scoprire. Un luogo con delle particolarità, in apparenza lontano da quello degli altri, ma in realtà non così tanto, se si trova il modo giusto per avvicinarsi. E sono proprio queste particolarità a segnare il suo destino. Un mondo in viaggio da cui è difficile non trarne valore. E che sia di esempio anche per chi vorrebbe farlo, ma non ci ha ancora provato.

 

Lorenzo e la fotografia

Il mondo di Lorenzo attraverso la fotorafia

 

«Gli piace essere fotografato, oltre che fotografare, e poi vedere le foto. – racconta con gioia papà Franco – Incredibile, ma si ricorda anche i più piccoli particolari di un luogo o di un viaggio. Ha una grande memoria fotografica. Scatta foto quando ne ha voglia. Il soggetto può essere anche il muro di casa, una pianta o un piccolo particolare che magari io non penserei mai di immortalare. A volte fotografa anche solo una parte di me, della mamma o del fratello. Chissà perché, sarebbe bello un giorno scoprirlo… Io utilizzo una macchina fotografica semi professionale, un Canon 350D, e ogni tanto la usa pure lui, ma con la fotocamera Polaroid istantanea è stato amore a prima vista. Non appena è arrivata ha cominciato a provarla. Vedere uscire le foto dalla stessa fotocamera e l’idea di poterle subito toccare con mano lo entusiasmano tanto».

 

Lorenzo e il suo rapporto con casa e natura

Lorenzo, casa e natura

 

«Lorenzo nella sua casa si sente al sicuro.  – afferma papà Franco – È nel suo habitat. La sua casa è il suo nido. Conosce ogni piccolo angolo e gli piace prendersene cura: passa l’aspirapolvere, lava per terra e stende persino i panni. Ha un bel rapporto con la natura, ma con i suoi tempi, almeno lì dove l’ho notato. Ad esempio, questa estate, in montagna, proprio durante la notte di San Lorenzo, ha osservato le stelle cadenti, ma soffermandosi cinque o sei minuti al massimo. Per lui, evidentemente, quella manciata di minuti erano un tempo enorme».

 

Lorenzo e la dimensione dell’amore

Lorenzo e il concetto di amore

Photo Credit: Doriano Mandrile

 

«Lorenzo non si fa toccare più di tanto. – afferma, commosso, papà Franco – Non puoi abbracciarlo per più di due secondi, ma questo è normale per la sua condizione. E per noi è già tanto. Ha iniziato a parlare verso i 7/8 anni. Prima era più difficile comprenderlo, ma questo è stato un viaggio, che ancora oggi prosegue, dove ogni piccola vittoria è stata per noi una grande conquista. Come manifesta il suo amore? Lo riconosciamo nel modo in cui si relaziona con noi, che siamo la sua famiglia. Ma il suo amore, così come tutto ciò che ci comunica, arriva a volte in modi misteriosi e inspiegabili. Quando si viaggia non abbiamo veri e propri punti di riferimento. Siamo solo io e lui. Quando siamo partiti due anni fa (2019) per Rimini, non eravamo lì per caso. Eravamo lì perché lo voleva lui. Non so come spiegarlo, ma questo, così come altri viaggi che sono venuti dopo, sono stati tutti ideati e voluti da lui, in un certo qual senso. A un certo punto mi sono accorto che lui mi dirigeva, spingendomi in una traiettoria ben precisa, perché, e di questo ne sono sempre più convinto, mio figlio voleva coinvolgermi in queste esperienze. Questa è anche una forma d’amore, così potente da essere più forte di mille parole, anche dentro il più grande silenzio».

 

Il futuro di Lorenzo

Il futuro di Lorenzo secondo papà Franco

 

«Da Lorenzo ho imparato tante cose, una di queste è che ciò che chiedi all’universo, l’universo te lo restituisce. Come l’ho capito? Difficile da spiegare. Sono sensazioni forti, che non hanno bisogno di gesti o parole. Possono essere solo vissute. Questa cosa l’ho pensata io, ma in realtà è come se fosse stato un suo pensiero, che è arrivato a me in un modo misterioso. In tutta questa meraviglia, nel frattempo, ho guardato anche avanti. Lorenzo, oggi, ha una serie di attività da fare che gli ho organizzato, soprattutto per creargli un futuro. A Savigliano lo conoscono tutti. Anche se non frequenta gli amici come tutti i ragazzi della sua età, qui può contare sulle persone, perché è come essere in una grande famiglia. Lavora due volte a settimana in una gioielleria, il martedì va in palestra e il venerdì sera va a servire per tre ore in un ristorante. Inoltre frequenta, due pomeriggi a settimana, l’associazione l’Airone di Manta (siamo 34 famiglie) che si occupa di disabilità. È stato seguito, sin da quando aveva 6 anni, dalla cooperativa sociale “In volo”.  Il futuro di Lorenzo? Lo sto costruendo con tutte le attività che sto facendo per lui. Mio figlio ha un problema e voglio risolverlo, ma se non posso risolverlo totalmente, desidero, con tutto me stesso, farlo stare bene. I suoi grandi progressi sono anche il risultato del sostegno che ha ricevuto dall’associazione, e del tempo che ha dedicato al lavoro. Tutte cose che gli hanno insegnato a essere sempre più autonomo. Ed è per questo che la mia e altre famiglie stiamo portando avanti in tutta Italia “Dopo di noi”, un progetto nato per tutelare i ragazzi disabili nel momento in cui non ci saranno più i genitori. Un fondo importante che consente a loro di raggiungere più facilmente una situazione stabile soprattutto per quanto concerne l’abitabilità».

 

Com’è vivere con Lorenzo?

Com’è vivere con Lorenzo per il papà Franco

Photo Credit: Doriano Mandrile

 

«Vivere con Lorenzo è un’esperienza che ti cambia il modo di vedere la tua vita, i tuoi spazi e, soprattutto, i tuoi tempi. Progettare molte cose per farlo stare bene stravolge radicalmente la prospettiva delle cose, ma soprattutto cambia te stesso. Grazie a lui ho conosciuto delle cose di me che non sapevo, specie dal punto di vista umano e per quanto riguarda il mio modo di relazionarmi con gli altri. Non ho mai nascosto la sua disabilità, una diversità che mi ha permesso di essere un papà e un uomo migliore, più coraggioso e con maggiore fiducia nelle sue capacità. Nella vita con Lorenzo ho vissuto molte attese. La prima cosa che impari con lui è rispettare il tempo. Sarebbe bello risolvere tutto in modo veloce. Stai male, prendi una medicina e guarisci. Questo non è il caso di Lorenzo. Oggi con lui parlo, rido e passo dei bellissimi momenti, ma questo è il frutto di 15 anni di lavoro, che chiaramente non è ancora finito. Oggi si iniziano a vedere dei risultati importanti: il suo modo di stare al mondo, la sua autonomia e la sua sicurezza. Questa non è la normalità, quella che arriva in modo spontaneo e che conosciamo bene tutti, questo è uno dei tanti traguardi, una normalità che ti devi conquistare nel tempo e, soprattutto, senza fretta».

 

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IG: _lollo_cardone_

 

FB: Lorenzo Cardone – Ambasciatore del Saluto

 

 

“Se non sai perché un bambino sulla giostra saluta i genitori a ogni giro e perché i suoi genitori gli rispondono sempre, non capisci la natura umana.”

 

William D. Tammeus